TFR in azienda o nel fondo pensione? Quanto cambia per il farmacista dipendente
Abbiamo già analizzato in questo articolo il gap previdenziale del farmacista dipendente, che può superare il 30-40% dell’ultimo stipendio. Oggi approfondiamo la decisione più importante: dove mettere il TFR.
TFR in azienda: cosa succede davvero
Il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno del 1,5% + il 75% dell’inflazione. Con l’inflazione al 2%, il rendimento è circa il 3%. Sembra dignitoso, ma è tassato all’aliquota media degli ultimi 5 anni (spesso 25-27%). Rendimento netto reale: circa il 2,2%. E c’è un rischio nascosto: se l’azienda fallisce, il TFR è un credito chirografario (il creditore non ha alcuna garanzia reale a tutela del suo credito) . Se la farmacia ha problemi, i tuoi soldi sono a rischio.
Da specificare che se l'azienda fallisce o è insolvente, il Fondo di Garanzia INPS interviene e paga il TFR al dipendente, anche se l'azienda non ha i soldi. È una tutela prevista per legge (D.Lgs. 80/1992). Quindi il rischio di perdere tutto è nella realtà molto basso, ma non zero, né senza vischiosità. Il rischio non è "perdi tutto", ma può esserci un disagio concreto: aspettare mesi per ricevere il TFR tramite INPS dopo un fallimento non è piacevole, specie se quei soldi ti servono subito.
Fondo pensione: i numeri parlano
Il fondo pensione di categoria Fon.Te. ha reso in media il 3-5% netto negli ultimi 10 anni (a seconda della linea scelta). La tassazione in uscita è agevolata: dal 15% si scende fino al 9% con 35 anni di permanenza. E il TFR nel fondo è separato dal patrimonio aziendale — se la farmacia chiude, i tuoi soldi sono al sicuro. Ma se fallisce il fondo pensione?
Per legge italiana (D.Lgs. 252/2005), i fondi pensione hanno caratteristiche che li rendono molto diversi da una normale azienda:
- Il patrimonio è separato da quello di chi gestisce il fondo. I tuoi soldi non appartengono al fondo, appartengono a te. Se il fondo chiude, i soldi vengono trasferiti o restituiti.
- Sono vigilati dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), un'autorità pubblica che controlla continuamente la solidità e la gestione.
- I fondi negoziali di categoria non hanno scopo di lucro, quindi non c'è un padrone che può svuotarli.
Il confronto su 25 anni
Su uno stipendio lordo di €28.000, il TFR annuo è circa €2.000. In 25 anni:
- TFR in azienda: circa €63.000 netti (rivalutazione ~2,2% netto).
- Fondo pensione (linea bilanciata 4% netto): circa €86.000 netti.
Differenza: €23.000 in più nel fondo pensione. Sullo stesso TFR. Senza aggiungere un centesimo di tasca proprio. E se aggiungi anche il contributo volontario (deducibile fino a €5.300/anno), il risparmio fiscale immediato vale €1.300-1.700/anno. Soldi che tornano in busta paga.
Cosa fare
Se sei dipendente e il tuo TFR è ancora in azienda, fai la richiesta online per conferirlo nel fondo Fon.Te. È un modulo. Non costa niente. E vale €23.000 in 25 anni. La decisione più redditizia che puoi prendere in cinque minuti.
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Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Luca Petri, consulente finanziario indipendente. Per conoscerlo meglio, ecco il suo sito professionale e il suo profilo Linkedin.